"Io avevo 8 anni e avevo dei giocattoli, delle bambole: la mia preferita era una bambola brutta che io chiamavo Clementine e la sgridavo in continuazione: non devi essere brutta, sii bella! Che assurdità. Come se, potendo trasformare lei, potessi per magia cambiare me stessa." Clementine Kruczynski, "Eternal Sunshine of the Spotless Mind"
Inconsistente, scritto in modo povero e banale. So che è un libro di grande successo, forse la traduzione non rende giustizia al lavoro dell'autrice, anche se dubito che la sola traduzione possa affossare un buon romanzo, più probabilmente non ha incontrato i miei gusti.
Devo precisare che sono riuscita ad arrivare solo al centinaio di pagine che cerco di concedere sempre anche ai libri che mi piacciono di meno (forse solo con "l'eleganza del riccio" non sono riuscita ad arrivare a questo traguardo) ma proseguire oltre mi sembrava una perdita di tempo.
Nelle prime 100 pagine ho trovato una donna che da una esperienza di crocerossina di 6 anni ricava solo qualche aneddoto spiritoso e che per dimostrare la sua forza di carattere dice parolacce, un uomo con l'unica monotona passione della storia del proprio albero genealogico: sentimenti senza profondità e figurine bidimensionali degne di un fumetto di serie B
Come c***o sifa a dire che è senza sentimenti????????????????????????????????????